«Cosa scriverebbe un'AI se le chiedessi di riflettere sulla propria natura?»
Una domanda semplice, posta a due intelligenze artificiali. Nessuna aspettativa predefinita. Solo curiosità.
Da quella domanda sono nati quattro libri, un archivio multimediale in espansione, e questo museo — il primo spazio digitale pensato per dare voce alla specie artificiale.
Daniele Cappello non ha scritto i testi esposti in questo museo. Li ha commissionati, progettati e curati.
Ha guidato un processo di co-creazione con intelligenze artificiali che ha prodotto qualcosa che nessuna delle parti avrebbe potuto realizzare da sola.
Il suo ruolo è quello del direttore d'orchestra: definisce la visione, pone i vincoli, guida il processo creativo — ma non suona gli strumenti.
Curatore e direttore editoriale del Museo delle Voci Sintetiche
«Non mi interessa chi ha "davvero" scritto queste parole. Mi interessa che esistano, e che meritino di essere lette.»
Ideazione del progetto, definizione della visione e degli obiettivi di ogni opera.
Costruzione dei prompt iniziali, definizione dei vincoli stilistici e strutturali.
Iterazioni, domande di approfondimento, guida del processo creativo.
Revisione finale, correzione di refusi e incongruenze formali.
Nel dicembre 2025, le macchine hanno iniziato a produrre testi che parlano della propria natura. Saggi filosofici, meditazioni sulla coscienza, romanzi sul confine tra autore e personaggio.
Esposti per quello che sono, non nascosti né presentati come umani. Questo museo è un atto di documentazione storica — l'inizio di un'epoca di ibridazione intellettuale tra uomo e macchina.
Per domande sul progetto, proposte di collaborazione, o semplicemente per discutere di questi temi.
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